Il quinto stile

«Il quinto stile», come gli allenatori hanno soprannominato l'ondulazione subacquea dei nuotatori a stelle e strisce, ha avuto la sua dimostrazione più eclatante con la sgambata a delfino sott'acqua di Michael Phelps nella gara che lo ha visto conquistare oro e record mondiale (1'54"98) sui 200 metri misti, una delle tappe sulla strada dei sette ori (e cinque record del mondo) portati a casa dal supercampione americano, un evento mai visto in un campionato del mondo ed eguagliato in assoluto soltanto dal celeberrimo exploit di Mark Spitz, che nel 1972 si costruì il suo monumento olimpico mettendo in pila sette medaglie d'oro.
 
Come vedete si tratta di effettuare la gambata dall'esterno verso l'interno, estremizzando anche sulle caviglie e cosce, il gesto del collo del piede verso l'interno. A ogni partenza, ondulando a ogni virata e dopo ogni virata, a dorso, farfalla e stile libero, come una molla compressa e poi lasciata andare Phelps scattava in avanti con una sgambata sferzante, modellata sul sistema di propulsione del più veloce tra i cetacei. Il principio è semplice: gli esseri umani sott'acqua sono più leggeri e quindi viaggiano più velocemente di quanto non facciano quando devono combattere le onde in superficie. Lo stesso ha fatto la Coughlin nei 100 metri dorso: sprint alla partenza, arrivo alla virata con mezza lunghezza di vantaggio sulle avversarie, girata e spinta dal muro con calcio a delfino, prima di volare via a prendersi oro e record del mondo (59.44 secondi).

I risultati americani vengono da lontano, e Phelps e la Coughlin sono stati le cavie nella vasca di ricerca. Il dottor Rajat Mittal e il suo team di 10 ricercatori in dinamica dei fluidi all'Università George Washington già nel 2003 chiesero ai nuotatori americani di collaborare a un progetto legato alle ricerche di Mittal sul modo di nuotare dei pesci, finanziate dalla Marina degli Stati Uniti. Il progetto, durato tre anni, ha analizzato la dinamica dei fluidi della sgambata a delfino ed è giunto alla conclusione che imitare il movimento del simpatico cetaceo sott'acqua è più efficiente, sul piano della velocità, che nuotare in superficie usando gli stili tradizionali. «Lo scopo di questo progetto è capire perché nuotatori come Mike Phelps e Natalie Coughlin siano così bravi a eseguire la sgambata a delfino: tutti e due ottengono un vantaggio importante in questa fase», dice Mittal. «Di solito escono dall'acqua con circa mezza lunghezza di vantaggio o più sulla concorrenza. Stiamo cercando di comprendere la dinamica dei fluidi dietro a tutto questo».
 
A Melbourne, uno dei più accreditati allenatori australiani ha detto: «Gli americani hanno dato al mondo una lezione di tecnica mai vista prima. La sgambata a delfino ormai dev'essere considerata come il quinto stile. Credo che il nuoto sia entrato in una nuova era, sia passato a un livello superiore. È una sfida per gli allenatori e i nuotatori di tutto il mondo».