Le virate nei 4 stili

Con il termine virata nel nuoto si indica il cambio di direzione che l'atleta si vede costretto ad effettuare una volta terminata la vasca. Essa prevede in ogni caso, con differenti modalità a seconda dello stile nuotato, che l'atleta tocchi il muro.

DORSO
Fino a una ventina di anni fa all'atleta non era concesso di lasciare la posizione supina in alcun momento della virata. Essa si effettuava quindi, dopo aver toccato con una mano il muro, tramite una capovolta all'indietro. Ora il regolamento prevede che gli atleti, prima di arrivare a toccare il muro, possano girarsi in posizione prona e da questa, senza effettuare né bracciate (oltre quella necessaria per voltarsi faccia all'acqua) né gambate, effettuare la virata con una capovolta in avanti. Con essa si giunge supini, o al più inclinati su un fianco fino a 90°, i piedi al muro, la testa e le braccia sott'acqua. Da questa posizione ci si spinge distendendo le gambe, le braccia tese e davanti al capo. Sono ammesse gambate subacquee anche a delfino, sempre se effettuate in posizione supina, o al più inclinati di 90° su un fianco.
Importante è contare le bracciate che separano il punto di virata dalle bandierine di segnalazione per effettuare la virata nel punto ottimale e senza dilatare il tempo di scivolamento in posizione prona.

CRAWL
La virata nel crawl non comporta particolari divieti, se non quelli generali citati precedentemente. L'atleta è quindi tenuto solamente a toccare il muro come meglio crede. Tuttavia è tecnica diffusa utilizzare una capovolta in avanti simile a quella che si utilizza nel dorso, con la sola differenza che spesso si preferisce terminare la rotazione in posizione laterale, in modo da accelerare il ritorno in posizione prona, che è consigliabile effettuare subito dopo la spinta dal muro.

DELFINO
L'atleta è tenuto a toccare, prima di tutto, con entrambe le mani, nello stesso momento, il muro. Di conseguenza la virata che si effettua prevede che si tocchi con le mani frontalmente il muro, quindi si slanci una braccio fuori dall'acqua mentre l'altro sotto di essa permetta di portarsi con le gambe raggruppate e i piedi al muro, le braccia e il capo verso la vasca, inclinandosi su un fianco al massimo di 90° rispetto al piano dell'acqua. Da tale posizione si effettua una spinta con le gambe senza spostare le braccia da davanti alla testa, per quindi riprendere la nuotata.

RANA
La virata a rana è del tutto simile a quella a delfino: le mani toccano, contemporaneamente e prima di qualsiasi altra parte del corpo, il muro. Identica è la procedura e la spinta dal muro. L'unica differenza è la cosiddetta trazione: essa consiste in una bracciata da davanti al capo fino alle cosce, una gambata a rana e, da qualche anno, anche una gambata a delfino, da effettuarsi sott'acqua dopo essersi spinti dal muro, purche questa avvenga in contemporanea o dopo la "trazione".
Fondamentale è arrivare con un perfetto tempismo al muro con le mani: una bracciata troppo corta o troppo lunga vanificano ogni vantaggio.